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Microimpresa in Romania: come funziona l'1% sul fatturato.

Aggiornata a ottobre 2026, con le regole fiscali in vigore.

In Romania una società piccola può pagare un'imposta dell'1% sul fatturato, al posto dell'imposta sugli utili.
Qui trovi le condizioni, cosa si paga oltre all'1% e un esempio di calcolo completo.

In breve

  • 1% imposta sul fatturato, pagata dalla società ogni trimestre
  • 10% CASS sui dividendi, con un tetto: al massimo 9.720 RON l'anno
  • 16% imposta sui dividendi, quando porti gli utili a te
  • 1 dipendente almeno, e puoi essere tu
  • 100k € fatturato massimo annuo per restare nel regime

Cos'è il regime delle microimprese

È un regime previsto dal Codice fiscale romeno per le società piccole. Invece del 16% sull'utile, la società paga una percentuale fissa sui ricavi. Dal 2026 l'aliquota è una sola, l'1%.

Per un consulente o freelance la differenza è grande: i costi sono pochi e quasi tutto il fatturato diventa utile.

Le condizioni

Per applicare l'1% sul fatturato la società deve rispettare tutte queste condizioni.

Fatturato fino a 100.000 €

Il limite si calcola sui ricavi dell'anno, convertiti in RON al cambio della Banca Nazionale Romena dell'ultimo giorno dell'anno precedente. La soglia è scesa in fretta: 500.000 € nel 2024, 250.000 € nel 2025, 100.000 € dal 2026.

Almeno un dipendente

La società deve avere almeno un dipendente a tempo pieno, oppure un amministratore con un contratto di mandato pagato almeno quanto il salario minimo. Il dipendente puoi essere tu: lo stipendio netto arriva a te ogni mese, e i contributi ti danno pensione e assistenza sanitaria in Romania.

Una sola microimpresa per socio

Se hai più del 25% di più società romene, solo una può essere microimpresa. Le altre pagano l'imposta sugli utili.

Nessun limite per la consulenza

Fino al 2023 i ricavi da consulenza e management erano limitati. Oggi il limite non c'è più: una società che fa solo consulenza può essere microimpresa.

Cosa si paga, oltre all'1%

L'1% è l'imposta della società. Contando anche quello che serve per portare i soldi a te, le voci sono quattro, tutte con importi chiari.

La società può anche pagare direttamente alcune spese, invece di pagarle tu con i dividendi: casa e utenze, indennità di telelavoro e diaria per le trasferte all'estero. Su questi soldi non paghi il 16% sui dividendi né la CASS.

Un esempio completo

Un consulente con 65.000 € di fatturato, che vive a Timișoara e ha casa e utenze per 500 € al mese.

Imposta micro (1%)650 €
Contributi e imposte sullo stipendio minimolo stipendio netto, 6.136 €, arriva a te3.908 €
Imposta sui dividendi (16%)su un utile di 47.397 €, dopo stipendio, telelavoro e casa7.584 €
CASS sui dividendifascia massima: 9.720 RON1.841 €
Totale di tasse e contributi13.983 € (22%)

Importi in euro al cambio ufficiale BNR.

Con lo stesso fatturato, in Italia in regime ordinario tasse e contributi sono circa 31.200 € (48%). Dopo aver pagato la casa, in Romania ti restano circa 45.000 € l'anno, in Italia circa 27.800 €.

Apri questo esempio nel simulatore e cambia i valori con i tuoi.

Se superi i 100.000 €

La società non chiude e non paga arretrati. Dal trimestre in cui superi la soglia passa all'imposta sugli utili: il 16% su quanto guadagna, invece dell'1% su quanto fattura.

Un esempio: con 120.000 € di fatturato ti restano in tasca ~77.900 € l'anno, contro ~50.200 € in Italia (~27.800 € in più).

Cosa deve essere vero

Il regime funziona solo se la vita e il lavoro sono davvero in Romania. Una società romena gestita dall'Italia, da una persona che vive in Italia, resta di fatto italiana per il fisco.

La tua residenza fiscale

Dal 2024 in Italia sei residente per il fisco se per più di 183 giorni l'anno hai anche solo una di queste cose: la residenza anagrafica, il domicilio (il centro dei tuoi interessi personali e familiari), la residenza civile o la semplice presenza fisica. Iscriversi all'AIRE è necessario, ma da solo non basta.

La residenza della società

Anche la società deve essere gestita dalla Romania. Se le decisioni e l'amministrazione avvengono in Italia, il fisco italiano può considerarla residente in Italia ("esterovestizione") e tassarla lì.

Questa guida ha carattere generale e non sostituisce una consulenza fiscale. Aliquote e soglie possono cambiare: ogni situazione va valutata singolarmente, anche con un commercialista.

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Fonti